Visitare L’Aquila in un weekend significa compiere un viaggio in una città che racchiude secoli di storia, arte e tradizioni in un contesto urbano unico, dove il fascino medievale si intreccia con le ferite e la rinascita post-sismica.
Due giorni sono sufficienti per cogliere l’essenza di questo capoluogo abruzzese, esplorando i suoi monumenti più iconici, passeggiando tra le vie del centro storico e assaporando la genuina ospitalità montana. L’Aquila offre infatti al visitatore un’esperienza intensa e autentica, lontana dai circuiti del turismo di massa, dove ogni pietra racconta una storia e dove la comunità locale mantiene vive tradizioni secolari con orgoglio e passione.

La visita de L’Aquila non può che iniziare da Piazza Duomo, il centro religioso e civile della città. La Cattedrale dei Santi Massimo e Giorgio, con la sua imponente facciata neoclassica, domina lo spazio urbano e rappresenta uno dei simboli della ricostruzione settecentesca dopo il terremoto del 1703. L’interno custodisce opere d’arte di grande valore, tra cui dipinti di scuola napoletana e un prezioso organo barocco. Accanto al Duomo si trova il Palazzo Arcivescovile, che merita una sosta per i suoi eleganti cortili interni. La piazza stessa è un luogo vivo, dove gli aquilani si incontrano e dove i caffè storici offrono l’occasione per osservare il ritmo quotidiano della città davanti a un espresso e un dolce tipico.
Proseguendo verso Piazza del Palazzo, o Piazza del Mercato, si incontra Palazzo Margherita, sede del Municipio, un edificio rinascimentale che rappresenta il potere civico della città. La torre dell’orologio e i portici che circondano la piazza creano uno scenario suggestivo, particolarmente affascinante nelle giornate di mercato quando bancarelle colorate animano lo spazio con prodotti locali. Da qui si può ammirare anche la prospettiva su Corso Federico II, l’arteria principale del centro storico aquilano, fiancheggiata da palazzi nobiliari che testimoniano la ricchezza delle famiglie che nei secoli hanno fatto grande la città.

La mattinata prosegue con la visita alla Basilica di San Bernardino da Siena, capolavoro del Rinascimento abruzzese. La facciata, opera di Nicola Filotesio detto Cola dell’Amatrice, è considerata una delle più belle di tutto il centro Italia, con il suo candido rivestimento in pietra bianca locale scandito da tre ordini sovrapposti di architetture e decorazioni. L’interno, restaurato dopo i danni del terremoto, conserva un soffitto ligneo a cassettoni dorato che lascia senza fiato per ricchezza e maestria artistica. Il mausoleo del santo, opera di Silvestro dell’Aquila, è un capolavoro della scultura rinascimentale che merita un’osservazione attenta per la finezza dei dettagli e l’espressività delle figure.
Dopo la pausa pranzo in una delle tipiche trattorie del centro, dove assaggiare i piatti della cucina montana abruzzese come gli arrosticini o le scrippelle ‘mbusse, il pomeriggio è dedicato alla Fontana delle 99 Cannelle, uno dei monumenti più caratteristici e fotografati de L’Aquila. La fontana monumentale, costruita nel 1272, presenta 99 mascheroni in pietra da cui sgorga l’acqua, rappresentando secondo la tradizione i 99 castelli che fondarono la città. La struttura, con il suo lungo prospetto a pianta trapezoidale, crea un’atmosfera suggestiva e misteriosa, amplificata dal suono dell’acqua che scorre incessantemente. Il luogo è perfetto per una pausa contemplativa prima di proseguire l’esplorazione.
Il tardo pomeriggio può essere dedicato alla visita del MAXXI L’Aquila, il museo nazionale delle arti del XXI secolo ospitato nell’ex mattatoio comunale. Lo spazio espositivo rappresenta il dialogo tra il passato industriale della città e la contemporaneità artistica, ospitando mostre temporanee di arte contemporanea e installazioni site-specific. La struttura stessa dell’edificio, con i suoi ambienti industriali recuperati, merita una visita per comprendere come L’Aquila stia reinventando i propri spazi urbani in chiave culturale. La sera si conclude con una passeggiata per Corso Vittorio Emanuele, dove i palazzi illuminati creano scenografie suggestive e dove locali e ristoranti offrono l’occasione per assaporare i vini abruzzesi accompagnati da formaggi e salumi del territorio.

La domenica mattina inizia con la visita alla Basilica di Santa Maria di Collemaggio, il monumento più emblematico de L’Aquila e cuore della Perdonanza Celestiniana. Il capolavoro del romanico abruzzese, fondato da Pietro da Morrone divenuto poi Papa Celestino V, presenta una facciata decorata con un motivo a scacchiera bianco e rosa di straordinaria eleganza. L’interno, spoglio e solenne, conserva la porta santa che viene aperta ogni anno il 28 agosto per il rito del Perdono. Il terremoto del 2009 danneggiò gravemente la basilica, ma i lavori di restauro, completati con tecniche innovative, hanno restituito alla città e al mondo questo gioiello architettonico. La visita a Collemaggio è un’esperienza spirituale intensa, anche per chi non è religioso, perché questo luogo emana una pace profonda e rappresenta il simbolo stesso della resilienza aquilana.
Proseguendo si raggiunge il Forte Spagnolo, imponente castello cinquecentesco che domina la città dall’alto. Costruito dagli spagnoli nel XVI secolo per controllare una popolazione riottosa, oggi il forte ospita il Museo Nazionale d’Abruzzo con collezioni di arte sacra, reperti archeologici e testimonianze della storia regionale. Salire sui bastioni del forte offre una vista panoramica eccezionale su L’Aquila e sulla conca aquilana circondata dalle montagne del Gran Sasso e dei Monti della Laga. Nelle giornate limpide lo sguardo spazia fino alle cime innevate, ricordando che questa è una città di montagna autentica, dove la natura circostante ha sempre influenzato la vita e la cultura degli abitanti.

Il pranzo domenicale merita di essere consumato in una delle osterie tradizionali dove la cucina casalinga aquilana esprime il meglio di sé: i maccheroni alla chitarra con ragù di agnello, la pecora alla cottora, le lenticchie di Santo Stefano di Sessanio sono piatti che raccontano il territorio e le sue tradizioni pastorali. Il pasto è un momento sociale importante nella cultura abruzzese, da vivere con calma e convivialità.
Il pomeriggio può essere dedicato a una passeggiata nel quartiere di Santa Maria Paganica, uno dei rioni più caratteristici della città, dove il tessuto urbano medievale è ancora ben leggibile. Le strette vie acciottolate, i palazzi con i portali in pietra scolpita, le piccole chiese nascoste creano un’atmosfera di altri tempi. Qui si percepisce forse meglio che altrove il peso della ricostruzione: alcuni edifici sono stati restaurati e brillano nella loro rinnovata bellezza, altri mostrano ancora i segni del sisma con impalcature e cantieri attivi. La compresenza di rinato e incompiuto è parte dell’identità attuale de L’Aquila e va accettata come componente autentica dell’esperienza di visita.
Prima di lasciare la città, una sosta al Parco del Castello permette di godere del verde pubblico e di osservare le famiglie aquilane che passeggiano, i bambini che giocano, gli anziani che conversano sulle panchine. È questo il momento per comprendere che L’Aquila, al di là dei monumenti e della storia, è soprattutto una comunità viva che quotidianamente riconquista i propri spazi e la propria normalità.
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