Basilica di San Bernardino

Piazza San Bernardino 7, 67100 L'Aquila provincia dell'Aquila, Italia

Categoria

  • Chiesa

Informazioni / Storia

La Basilica di San Bernardino da Siena è uno dei monumenti più apprezzati del patrimonio storico-artistico dell’Aquila, punto di riferimento dell’architettura cittadina e del significato religioso della comunità locale. 

Situata nel centro storico, nell’omonima via San Bernardino, la chiesa è eretta alla fine di una scalinata che la collega a piazza Bariscianello.

Foto by RaBoe (CC BY-SA)

La storia

La storia della basilica ha origine nel XV secolo ed è evidentemente legata a doppio filo con la figura di San Bernardino da Siena, il celebre predicatore francescano giunto all’Aquila nel 1444 su invito del vescovo Amico Agnifili per cercare di riconciliare le fazioni cittadine in conflitto. La morte del santo, avvenuta il 20 maggio 1444, e la sua successiva canonizzazione nel 1450 per opera di Papa Niccolò V, resero necessario edificare un luogo di culto che potesse custodire le sue spoglie mortali.

Nel 1454 prese così il via la costruzione della basilica per volontà di San Giovanni da Capestrano, discepolo e amico di San Bernardino, secondo i disegni preparati da San Giacomo della Marca. L’edificio fu completato nel 1472 e assunse fin da subito un ruolo centrale nella vita religiosa cittadina. 

L’elemento architettonico più notevole della basilica è certamente la sua facciata, un capolavoro del Rinascimento abruzzese realizzato da Nicola Filotesio, detto Cola dell’Amatrice, tra il 1525 e il 1542. La facciata sostituì il progetto originario di Silvestro dall’Aquila e si articola in una raffinata tripartizione orizzontale secondo gli ordini architettonici classici: dorico al primo livello, ionico al secondo e corinzio al terzo. La suddivisione verticale mediante quattro sequenze di doppie colonne crea uno schema compositivo di nove quadrati disposti su tre file, mentre il portale centrale, incassato tra colonne tortili, presenta una lunetta con altorilievo raffigurante la Madonna col Bambino tra San Francesco e San Bernardino.

L’interno della basilica, che è stato ricostruito in forme barocche dopo il terremoto del 1703, culmina nel soffitto ligneo della navata centrale, realizzata tra il 1723 e il 1727 da Ferdinando Mosca da Pescocostanzo. È possibile ammirare cassettoni intagliati, dorati e dipinti che incorniciano tre tele di Girolamo Cenatiempo raffiguranti episodi della vita del santo e l’Assunta con i Santi Bernardino e Giovanni da Capestrano.

La basilica custodisce opere d’arte di eccezionale valore, come il Mausoleo di San Bernardino, realizzato da Silvestro dall’Aquila tra il 1489 e il 1505. L’arca funeraria, considerata uno dei massimi capolavori della scultura rinascimentale aquilana, è strutturata su due ordini di lesene decorate con nicchie contenenti figure di santi e scene della vita del santo senese. L’opera fu commissionata dal mercante Jacopo di Notar Nanni per la ragguardevole somma di 9.000 ducati.

Non meno artisticamente significativa è la pala d’altare in terracotta invetriata di Andrea della Robbia, collocata nella seconda cappella della navata destra. L’opera è stata realizzata tra il 1495 e il 1500 e presenta la caratteristica tecnica robbiana con smalti bianchi su fondo azzurro: raffigura la Resurrezione di Cristo e l’Incoronazione della Vergine, completata da una predella con quattro scene della vita di Gesù.

L’ultima cappella della navata sinistra conserva invece il Mausoleo di Maria Pereyra Camponeschi, altra opera di Silvestro dall’Aquila, che raffigura la contessa in un atteggiamento di rassegnato dolore, secondo i canoni dell’arte funeraria rinascimentale.

Come gli altri edifici aquilani, anche la basilica è stata profondamente segnata da eventi sismici che ne hanno determinato trasformazioni architettoniche e artistiche. Il terremoto del 2 febbraio 1703 causò il crollo della cupola e gravi danneggiamenti alla struttura, mantenendo intatte solo la facciata e le mura laterali. La successiva ricostruzione trasformò l’edificio secondo il gusto barocco dell’epoca, conferendo agli spazi interni l’attuale aspetto.

Il più recente terremoto del 6 aprile 2009 ha rappresentato l’ultima drammatica prova per la basilica, che ha subito gravi danni alla parte absidale e la parziale distruzione del campanile. L’intervento di restauro è durato sei anni e ha previsto il consolidamento strutturale attraverso tiranti in acciaio inox, la ricostruzione del campanile utilizzando le pietre originali catalogate e il restauro conservativo del soffitto ligneo che ha riportato alla luce i colori originari.

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