Piazza Duomo, uno dei principali simboli architettonici dell’Aquila, è la piazza più grande della città: le sue eccezionali dimensioni misurano infatti circa 140 metri sul lato lungo e 70 metri su quello corto.
La piazza è però molto altro. Oltre ad essere uno dei complessi monumentali più importanti di tutto l’Abruzzo, nonché una delle piazze urbane più estese d’Italia, è lo storico cuore religioso della città in sostanziale contrapposizione con il potere politico simboleggiato da Piazza Palazzo. Quanto basta, insomma, per renderla un punto di partenza ideale per l’esplorazione del centro.
Alcune foto sono state realizzate da elparainbow (CC BY-SA)
La conformazione e la struttura della piazza trovano origine nella lottizzazione angioina del XIII secolo, sviluppatasi a sua volta su un preesistente insediamento commerciale. La prima testimonianza documentale risale al 1291, mentre la presenza del mercato cittadino è databile dal 1303. Fin dalle origini, la piazza si è candidata ad essere il centro del potere religioso: non è un caso che sull’area non si affacciano palazzi nobiliari, riflettendo così il desiderio di mantenere un carattere democratico della comunità aquilana, lontano dalle influenze aristocratiche.
Nel corso dei secoli la piazza ha subito profonde trasformazioni urbanistiche legate principalmente ai lavori di ricostruzione successivi ai terremoti che hanno interessato la città. Il sisma del 1703, in particolare, ha determinato la ricostruzione in stile barocco della maggior parte degli edifici, mentre nel XX secolo è stata completata la configurazione attuale con la costruzione del Palazzo delle Poste e del Palazzo della Banca d’Italia. Di più recente intervento il restyling che ha fatto seguito al sisma del 2009.
Principale punto di interesse religioso della Piazza, la Cattedrale dei Santi Massimo e Giorgio sorge in seguito alla nascita dell’arcidiocesi dell’Aquila, avvenuta ufficialmente il 20 febbraio 1257 per volere di Papa Alessandro IV. Come altri edifici storici della città, anche il Duomo è stato ricostruito più volte a causa degli eventi sismici, con i maggiori interventi verificatisi dopo i terremoti del 1315 e del 1703. La ricostruzione settecentesca, in particolare, ha adottato uno schema spaziale ispirato alla Chiesa del Gesù di Roma, con una monoaula coperta a volta e cappelle laterali.
L’attuale facciata neoclassica, caratterizzata da colonne ioniche e frontone, è stata invece realizzata tra il 1851 e il 1860 per opera dell’architetto Giambattista Benedetti. Le due torri campanarie sono invece state completate solo nel 1928. All’interno sono conservate diverse opere di grande valore artistico, come il sepolcro del cardinale Amico Agnifili risalente al 1480, opera di Silvestro dell’Aquila, e i dipinti di Francesco da Montereale, Baccio Ciarpi e Teofilo Patini.
Altro edificio religioso di grande rilievo per la città è la Chiesa del Suffragio, o Chiesa delle Anime Sante. Espressione dell’architettura religiosa aquilana del XVIII secolo, è stata edificata dal 1713 in memoria delle vittime del terremoto del 1703 su progetto dell’architetto romano Carlo Buratti.
La facciata borrominiana, unica in città per la sua forma concava, è invece realizzata in un secondo momento, tra il 1770 e il 1775, su idea di Giovan Francesco Leomporri. L’alto tiburio cilindrico della cupola, altro elemento distintivo nel panorama urbano, è invece tradizionalmente attribuito a Giuseppe Valadier.
La piazza comprende numerosi altri edifici di rilievo storico. Su tutti, il Palazzo Arcivescovile, sede dell’arcidiocesi, con la sua facciata neo-rinascimentale e i tre ordini caratterizzati da diversi tipi di aperture. Si trova qui anche il Palazzo delle Poste, costruito nel 1928 in sostituzione delle antiche Cancelle, le case-botteghe medievali, il Palazzo Federici e il Palazzo della Banca d’Italia, realizzati tra il XIX e il XX secolo.
Alle estremità della piazza si trovano anche le due Fontane Vecchie, vasche in travertino risalenti al 1300 e destinate all’approvvigionamento idrico dell’allora mercato. Successivamente, negli anni Trenta del Novecento, sono state arricchite con figure maschili in bronzo ad opera dello scultore Nicola D’Antino.
Il terremoto del 6 aprile 2009 ha causato danni ingenti al patrimonio architettonico della piazza, rendendo necessari degli importanti lavori di ricostruzione a tutti i principali edifici. Il Duomo aveva infatti subito il crollo totale del transetto, dell’abside e della cupola, mentre la Chiesa del Suffragio aveva visto il crollo quasi integrale della cupola del Valadier. Solo una parte degli edifici religiosi danneggiati dal sisma è stata regolarmente riaperta al culto.
Correlati ai lavori di ricostruzione dal sisma, sono stati avviati interventi di restyling su fondi PNRR che includono la nuova pavimentazione in travertino, un sistema di illuminazione rinnovato e la riqualificazione complessiva dell’area, mantenendo al contempo gli elementi storici caratteristici.
L’obiettivo dei nuovi cantieri è quello di permettere a Piazza Duomo, che da oltre sette secoli costituisce il fulcro della vita religiosa e sociale aquilana, di ripristinare la sua originaria bellezza, mantenendo un ruolo centrale nell’identità comunitaria locale.
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