
Nel quartiere di Campo di Fossa, a pochi passi dalla Villa Comunale dell’Aquila, si trova Piazzale Pasquale Paoli, uno spazio verde particolarmente importante nella storia della città e, dopo il terremoto del 2009, diventato un luogo di profonda riflessione sulla pianificazione urbana e sulla memoria collettiva.
La storia dell’area è fortemente legata a quella del quartiere che lo ospita, un’area che dalle origini agricole e marginali è progressivamente diventata uno dei settori residenziali più densamente popolati del centro storico aquilano, non senza contraddizioni e problematiche che gli eventi sismici hanno drammaticamente evidenziato.
Per ricostruire la storia del Piazzale Paoli si possono citare le origini della pianificazione moderna del 1917, quando l’amministrazione comunale dell’Aquila affidò all’ingegner Giulio Tian l’elaborazione di un piano regolatore per la zona di Campo di Fossa. Il progetto urbanistico, particolarmente ambizioso nei suoi piani iniziali, prevedeva una configurazione molto diversa da quella attuale, contraddistinta da una netta prevalenza di spazi verdi e da una edificazione limitata e controllata.
Nel progetto originario di Tian, in particolar modo, l’intera area di Campo di Fossa doveva essere trasformata in un grande polmone verde per la città, con vasti giardini pubblici, poche costruzioni a villino e, nella zona degli Orti Tomai compresa tra via Campo di Fossa e via Sant’Andrea, esclusivamente giardini accompagnati da un elegante viale lungo le mura storiche e da alcuni impianti sportivi. Piazzale Pasquale Paoli in questa visione era dunque uno degli elementi di un sistema molto più ampio di aree verdi che avrebbe dovuto caratterizzare l’intero quartiere.
Le cose sono andate in modo un po’ diverso, perché il grande terremoto di Avezzano del 13 gennaio 1915 causò danni significativi e numerosi sfollati, parte dei quali trovarono rifugio proprio nell’area di Campo di Fossa, dove iniziarono ad essere costruite le casette antisismiche, strutture temporanee che però finirono per diventare permanenti.
Il fenomeno di edificazione spontanea preoccupò notevolmente l’amministrazione comunale, tanto che una Commissione Comunale si dichiarò fermamente contraria al proliferare delle costruzioni in aree non urbanizzate, sottolineando la necessità di una programmazione organica attraverso un piano regolatore.
Nonostante l’esistenza di un piano regolatore che prevedeva il mantenimento di ampie aree verdi, già nei primi anni Venti del Novecento la zona di Campo di Fossa iniziò ad essere considerata particolarmente appetibile per l’urbanizzazione, e prese così il via una sistematica lottizzazione dell’area.
Nel 1931, fu elaborato un nuovo piano regolatore che legittimava di fatto la situazione creatasi, riducendo drasticamente le aree verdi previste per il nuovo quartiere. Il confronto tra il piano Tian del 1917 e quello del 1931 evidenzia chiaramente la natura della trasformazione: dei vasti giardini originariamente previsti, rimase unicamente l’area destinata a diventare Piazzale Pasquale Paoli.
Il processo di trasformazione dell’area raggiunse il suo completamento durante gli anni Sessanta, quando una nuova ondata di urbanizzazione occupò con edificazioni ogni spazio disponibile rimasto. La fase di sviluppo edilizio intensivo completò l’opera di deviazione dalla visione originaria del piano Tian, concentrando in un’area relativamente piccola una densità abitativa molto elevata.
Piazzale Pasquale Paoli rimase così come uno dei pochi testimoni della concezione urbanistica originaria, rappresentando l’ultimo vestigio di quello che avrebbe dovuto essere un quartiere caratterizzato da ampi spazi verdi e da una edificazione più rada e sostenibile.
Nonostante le trasformazioni urbanistiche che ne hanno modificato il contesto, Piazzale Pasquale Paoli ha mantenuto nel corso dei decenni la sua funzione di spazio pubblico di aggregazione e svago. Durante la seconda metà del Novecento il parco ha accolto generazioni di bambini e ragazzi del quartiere, diventando un punto di riferimento per le famiglie e un luogo di socializzazione per l’intera comunità locale.
La presenza di aree gioco e spazi per il tempo libero ha fatto sì che il piazzale diventasse un elemento fortemente caratterizzante del quartiere.
Il devastante terremoto del 6 aprile 2009 ha conferito a Piazzale Pasquale Paoli un ulteriore significato simbolico. Il quartiere di Campo di Fossa è infatti stato uno dei più colpiti dal sisma, registrando un numero elevato di vittime.
Dopo il sisma, l’area di Piazzale Pasquale Paoli ha assunto una nuova identità come “Parco della Memoria”, diventando un luogo dedicato al ricordo delle vittime del sisma e alla riflessione sui temi della sicurezza urbana e della corretta pianificazione territoriale. Una nuova trasformazione che ha conferito al parco un ruolo ancora più importante nella vita della comunità, facendone non solo un luogo di svago ma anche uno spazio di elaborazione collettiva del lutto e della memoria.
La denominazione di Parco della Memoria non tradisce le aspettative, che sono quelle di rendere questa zona un luogo di consapevolezza, rinascita e impegno per un futuro più sicuro e sostenibile per la città dell’Aquila.
Oggi Piazzale Pasquale Paoli si presenta agli occhi del visitatore come un’area verde di grande importanza per il quartiere e per l’intera città. La sua preservazione come spazio pubblico verde non risponde solo a esigenze ricreative e ambientali: è anche un atto di rispetto verso la memoria delle vittime del terremoto e verso questo elemento identitario e di rinascita.
Nessun risultato simile


© 2025 – Questo sito è proprietà di L’AquilAQ.it – 67100 L’Aquila (AQ) | Cod. fiscale e P.IVA IT02157780665