Palazzo dell’Emiciclo

Piazza Dell'emiciclo, 67100 L'Aquila provincia dell'Aquila, Italia

Categoria

  • Palazzo

Informazioni / Storia

L’Emiciclo di L’Aquila o Palazzo dell’Emiciclo, è uno degli edifici più importanti del patrimonio architettonico abruzzese, frutto di un percorso storico che ha attraversato quattro secoli di graduali trasformazioni urbanistiche e istituzionali. Situato nel centro storico della città, il complesso ospita attualmente il Consiglio regionale dell’Abruzzo.

La struttura si distingue subito per la sua caratteristica facciata semicircolare porticata, l’elemento architettonico che ha conferito il nome all’intero edificio.

Foto by Lasacrasillaba, RaBoe (CC BY-SA)

Le origini

La storia dell’Emiciclo inizia nel primo decennio del XVII secolo, quando l’ordine dei frati minori cappuccini decise di stabilire una propria presenza all’interno delle mura cittadine aquilane. L’iniziativa si deve a Francesco Vastarini, religioso cappuccino di notevole cultura e autorevolezza, che nel 1606 propose la costruzione di un convento urbano.

Il progetto prese forma concreta nel 1610 sotto la direzione di padre Bernardo Romano, architetto dell’ordine, che realizzò un complesso dedicato all’arcangelo Michele. La struttura originaria comprendeva una chiesa dalla facciata sobria e un convento di pianta quadrangolare, organizzato intorno a un chiostro centrale. Il convento si sviluppava su due livelli: il piano terra ospitava gli ambienti di servizio, mentre il primo piano accoglieva quarantacinque celle destinate ai religiosi.

L’insediamento cappuccino si inseriva in un’area della città rimasta sostanzialmente inedificata per secoli dopo la fondazione aquilana. La zona, compresa tra le mura meridionali e l’attuale Viale Luigi Rendina, aveva infatti visto sorgere nel corso del tempo soltanto alcune chiese ormai scomparse, dedicate a Sant’Andrea, Santa Maria a Graiano e Santa Maria ai Quattro Coronati.

La soppressione degli ordini religiosi seguita all’Unità d’Italia segnò una chiara svolta nella storia dell’edificio. Nel 1866 i cappuccini, infatti, abbandonarono il convento trasferendosi successivamente nel complesso di Santa Chiara a Borgo Rivera. L’amministrazione civile si impossessò della struttura, che divenne prima sede della Guardia di Finanza e successivamente, nel 1885, passò al Comune dell’Aquila.

La decisione comunale di destinare l’ex convento all’Esposizione Regionale richiese un nuovo intervento architettonico. Nel 1888 l’architetto Carlo Waldis intervenne con un progetto di riqualificazione che modificò sostanzialmente l’aspetto del complesso. L’intervento più significativo fu in quel caso la realizzazione della facciata semicircolare porticata, che divenne l’elemento caratterizzante dell’intero edificio.

La nuova facciata neoclassica si caratterizzava per un colonnato ionico articolato in dodici colonne, suddiviso da un corpo centrale sostenuto da quattro pilastri quadrangolari. Il porticato, coronato da una terrazza, si concludeva alle estremità con due edicole ornate da aquile nei frontoni. 

Il Novecento portò in dote ulteriori modifiche al complesso. In particolare, tra il 1929 e il 1932 venne affiancata all’Emiciclo la Casa del Balilla, realizzata dagli architetti Luigi Cardilli e Vincenzo Di Nanna secondo i canoni dell’architettura monumentalista del periodo fascista. L’edificio ospitò l’importante Esposizione del 1903 e, nei decenni successivi, continuò a svolgere la funzione di spazio espositivo per le principali manifestazioni culturali cittadine.

La costituzione delle regioni italiane determinò una nuova fase nella vita dell’edificio. Nel 1971 la neonata giunta regionale abruzzese tenne la sua prima seduta presso il Palazzo della Prefettura, ma ben presto si rese necessaria una sede più adeguata. Dopo un breve periodo presso il Forte spagnolo, nel 1972 l’assemblea legislativa regionale si trasferì definitivamente all’Emiciclo.

La scelta cadde su questo edificio grazie all’intuizione del soprintendente Mario Moretti e dell’architetto Renzo Mancini, che ne compresero le potenzialità come sede istituzionale. I lavori di adattamento previdero inizialmente la collocazione della sala del Consiglio nell’ex navata della chiesa, successivamente trasferita nel salone dell’Esposizione Regionale. Nel 1984 il complesso venne ampliato verso est con nuove strutture progettate dall’architetto Giuseppe Santoro.

Il sisma del 6 aprile 2009 causò danni considerevoli all’Emiciclo, compromettendo principalmente le estremità del porticato e l’ex navata della chiesa. 

Il progetto di ricostruzione, approvato nel 2012 con uno stanziamento di circa 8,8 milioni di euro, fu altresì l’occasione per dotare l’edificio di tecnologie più innovative. I lavori, iniziati nel gennaio 2016 e conclusi nel giugno 2018, previdero la realizzazione di nuove fondazioni e l’installazione di 61 isolatori sismici, facendo dell’Emiciclo il primo palazzo pubblico in Italia ad adottare questa soluzione.

Oggi l’Emiciclo si presenta come un complesso stratificato che conserva le tracce delle diverse fasi storiche. La facciata neoclassica del Waldis rimane l’elemento più riconoscibile, con il suo colonnato che si sviluppa in forma semicircolare verso i giardini pubblici. Il porticato interno ospita sedici busti di personalità abruzzesi illustri, da Anton Ludovico Antinori a Giulio Mazzarino, creando una galleria commemorativa della cultura regionale.

L’interno del complesso mantiene la struttura dell’antico convento, con il chiostro centrale che funge da elemento distributivo per i vari ambienti. La Navata, ricavata nell’ex chiesa di San Michele, costituisce l’ambiente di rappresentanza principale, impreziosita dalla vetrata artistica “I giorni e le opere” di Franco Summa, vincitrice di un concorso internazionale.

L’intervento successivo al sisma del 2009 ha aggiunto una componente contemporanea con la realizzazione della sala ipogea, uno spazio semicircolare scavato al di sotto della piazza del colonnato che occupa una superficie di 590 metri quadrati e può ospitare fino a 186 posti nella configurazione consiliare o 250 posti per eventi pubblici.

Oggi l’Emiciclo svolge pienamente la sua funzione di sede del Consiglio regionale dell’Abruzzo, ospitando le sessioni dell’assemblea legislativa e le principali attività istituzionali della Regione. Il complesso include anche la Biblioteca regionale “Giuseppe Bolino”, collocata nei sotterranei dell’ex convento cappuccino e restaurata contestualmente alla ricostruzione post-sisma.

La struttura è dunque un valido esempio di riuso adattivo del patrimonio storico: da edificio di origine religiosa a sede di un’istituzione civile, l’Emiciclo prosegue la sua funzione centrale nella vita pubblica aquilana, mantenendo viva la tradizione di luogo di incontro e dibattito che lo ha caratterizzato fin dalle sue origini espositive ottocentesche.

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